“La farmacia che vorrei”: i risultati della rilevazione civica di Cittadinanzattiva -Tribunale per i diritti del Malato Lombardia

Milano,25 marzo 2021

300 i cittadini che hanno partecipato alla rilevazione civica “La farmacia che vorrei” di Cittadinanzattiva -Tribunale per i diritti del malato Lombardia tra settembre e dicembre 2020.

Sono 300 i cittadini milanesi che hanno risposto al questionario elaborato da Cittadinanzattiva Lombardia nel periodo compreso tra il 24 settembre e l’11 dicembre 2020.

L’iniziativa -realizzata in partnership con Federfarma Milano e con il contributo non condizionato di Montefarmaco OTC- è nata con l’obiettivo di rilevare, dal punto di vista civico:

  1. la qualità delle farmacie secondo quanto previsto dalla nuova Carta della qualità della farmacia[1];
  2. la conoscenza dei “servizi” offerti dalle farmacie;
  3. “nuovi” bisogni a cui le farmacie potrebbero eventualmente rispondere.

Tre gli ambiti tematici presi in esame dalla rilevazione: accessibilità, informazione (in riferimento a: fase di acquisto, servizi/prestazioni e prevenzione), emergenza Covid-19.

L’89% dei partecipanti riferisce la piena accessibilità in termini di barriere architettoniche e l’83% il rispetto della distanza di cortesia. Il 7%, infine, segnala l’assenza di informazioni chiare su orari di apertura, chiusura e farmacie di turno.

Al farmacista ci si rivolge per avere informazioni sulla corretta assunzione del farmaco (53%), sulla sua conservazione (19%) e smaltimento (18,5%).

Dei cittadini che acquistano farmaci attraverso canali diversi dalle sedi fisiche delle farmacie e pari al 30%, ben il 94% dichiara di accertarsi della qualità e sicurezza del farmaco, peccato però che solo il 10% lo faccia rivolgendosi al medico, mentre il resto si affida a recensioni, web e passaparola.

Il 70% dei partecipanti dichiara di non essere a conoscenza del fatto che sui siti online autorizzati alla vendita di farmaci senza ricetta è obbligatorio esporre un Logo Identificativo Nazionale visibile su ciascuna pagina del sito web della farmacia o dell’esercizio commerciale dedicata alla vendita di medicinali (decreto del Direttore Generale dei Dispositivi medici e del servizio farmaceutico 6 luglio 2015) e il 52% dichiara di non sapere a chi rivolgersi in caso di eventi avversi dovuti all’assunzione di farmaci.

“Questi dati”, segnala Liberata Dell’Arciprete Vice Segretario Regionale di Cittadinanzattiva, “suggeriscono la necessità di un serio impegno informativo sul fronte della sicurezza in riferimento all’acquisto e all’assunzione dei farmaci, sia in termini di appropriatezza che di reazioni avverse”. E prosegue “sull’acquisto è necessario che anche le farmacie che effettuano vendita online ripongano la massima attenzione nel riportare, visibile, su ciascuna pagina del sito web, il Logo Identificativo Nazionale. Sulla sicurezza invece è importante lavorare sull’importanza di rivolgersi ad un professionista per l’assunzione “appropriata” di un farmaco, mentre sul fronte reazioni avverse è bene impegnarsi sulla diffusione della conoscenza dei canali istituzionali attraverso i quali effettuare una segnalazione[2].

Sempre nell’ambito tematico dell’informazione,  si evidenzia che neanche la metà dei cittadini partecipanti alla rilevazione è a conoscenza dei servizi e delle prestazioni che possono essere erogati in Farmacia; solo il controllo della pressione arteriosa (77%)  e la possibilità  di effettuare test per la rilevazione di glicemia colesterolo e trigliceridi (61%) risultano prestazioni conosciute, per le altre prestazioni/servizi, oggetto della rilevazione, la percentuale media di intervistati che hanno dichiarato di esserne informati si attesta attorno al 30%.

Il dato più critico riguarda l’informazione circa la possibilità di effettuare in farmacia accertamenti diagnostici in area cardiologica con modalità di tele cardiologia in collegamento funzionale con i centri accreditati dalla Regione quali elettrocardiogrammi, monitoraggio della pressione arteriosa e dell’attività cardiaca: più dell’80% dichiara, infatti, di non esserne informato pur ritenendo il servizio utile.

Su questo dato è d’obbligo una considerazione, così Paola Pelliciari coordinatore di Milano Città Metropolitana per Cittadinanzattiva, se, infatti, si pensa che -I decessi per eventi cardiovascolari in Lombardia si aggirano attorno a 31.000 per anno su circa 99.000 decessi complessivi (31,3 %)[3]….-; che, per esempio, l’elettrocardiogramma è uno tra i primi esami diagnostici che viene prescritto quando si vuole valutare lo stato di salute del cuore; che in termini di liste d’attesa rientra tra gli accertamenti diagnostici più critici, varrebbe la pena di impegnarsi maggiormente nella diffusione della conoscenza della possibilità di effettuare tale esame diagnostico anche in farmacia (e a quale costo) in modo tale che i cittadini possano consapevolmente scegliere sulla base delle proprie esigenze.

Relativamente all’ambito tematico specifico della prevenzione ben il 41% dei partecipanti dichiara di non essere a conoscenza dei programmi di screening (es. oncologici, papilloma virus, HIV) promossi in farmacia, eppure il 96% degli intervistati ne riconosce l’importanza.

Ancor meno presidiato risulta il fronte dell’aderenza terapeutica: solo il 31% degli intervistati dichiara di essere a conoscenza di iniziative rivolte alla promozione del corretto uso dei farmaci e dell’importanza dell’aderenza terapeutica, mentre il 56% dichiara di non esserne a conoscenza e il 13% dichiara che tali iniziative non vengono intraprese nella propria farmacia di riferimento. Anche su questo punto, il 92% degli intervistati ritiene che si tratti di iniziative utili.

Tra i servizi che i cittadini vorrebbero fossero ampliati in farmacia: ritiro referti, pagamento ticket, scelta e revoca del MMG, vaccinazioni, telemedicina, …

La rilevazione, benché pensata prima dell’emergenza sanitaria, in considerazione dell’arco temporale in cui si è svolta ha dovuto necessariamente prevedere un leggero adattamento del questionario ai fini di una più adeguata contestualizzazione.

Unanimemente riconosciuta l’importanza del ruolo della farmacia in tempi di coronavirus: il 91% degli intervistati ritiene importante la presenza della farmacia.

Il 94% dei partecipanti conosce e ha usufruito della possibilità di ottenere il Numero Ricetta Elettronico (NRE) delle ricette per la prescrizione di farmaci direttamente tramite e-mail, sms o comunicazione telefonica prevista dall’Ordinanza n. 651 del 19 marzo 2020 –“Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” – emanata dal Capo di Dipartimento della Protezione Civile allo scopo di limitare gli spostamenti dei cittadini sul territorio e ridurre la diffusione del COVID-19.

Tra i servizi che i cittadini vorrebbero fossero erogati-implementati in farmacia proprio in tempi di pandemia, si segnalano: vaccinazioni, distribuzione farmaci a domicilio, uso del digitale…. Alcuni dei quali sono già stati attivati.

“Dai risultati emersi”, conclude Liberata Dell’Arciprete “si evidenzia la necessità di intervenire su tre ambiti: sicurezza dell’acquisto e del consumo del farmaco; diffusione della conoscenza dei programmi di screening e tutta la partita, tra l’altro molto attuale, relativa all’utilizzo del digitale. 

I risultati complessivi che emergono dalla indagine, sono consultabili sul sito www.cittadinanzattivalombardia.com

(Cliccare qui per poter scaricare i risultati)

 

[1] La nuova Carta della qualità della farmacia presentata il 28 settembre 2015, presso il Ministero della Salute, elenca una serie di servizi in relazione ad accoglienza, informazione, sicurezza, standard di qualità dei servizi cui ogni farmacia deve attenersi.

[2]   https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

[3] https://www.motoresanita.it/malattie-cardiovascolari-i-numeri-della-lombardia/ 4 novembre 2020