83 euro, a tanto ammonta la tariffa per la mensa scolastica nell’anno in corso 2019/2020 per una famiglia media italiana, con reddito ISEE di 19900 euro e un bimbo alla scuola primaria. 82 euro invece il costo della mensa nella scuola dell’infanzia.
Il Nord si conferma l’area geografica con le tariffe più elevate, in media 842 euro per nove mesi di mensa nella scuola primaria, e 841 in quella dell’infanzia; segue il Centro, 724 euro nella primaria e 704 euro nell’infanzia; più contenuti i costi al Sud con 644 euro nella primaria e 632 nell’infanzia.
Questi i dati che emergono dalla IV Indagine di Cittadinanzattiva su tariffe e qualità delle mense scolastiche, che ha preso in esame le tariffe di tutti i 110 capoluoghi di provincia sia per la scuola dell’infanzia che per la primaria. Oltre a ciò, attraverso l’intervista a 342 tra alunni di scuola primaria, docenti accompagnatori, genitori, rappresentanti di Commissioni mensa, addetti al servizio di ristorazione, è stato preso in esame un campione di mense scolastiche di 9 regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia, Lazio, Marche, Campania, Molise, Basilicata e Puglia) per evidenziare aspetti relativi alla qualità, sicurezza, igiene, costi, sprechi e rifiuti, per un totale di 230 indicatori.
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Sicurezza è salute è un progetto realizzato nell’ambito del Programma Regionale 2019-2020 – DGR XI/1051/2018 di tutela dei consumatori ed utenti. Promosso da Cittadinanzattiva della Lombardia in partnership con Lega Consumatori, MDC, U.Di.Con, UNC e con il patrocino di AIFA, al progetto hanno aderito: AFOL Metropolitana, Camera di Commercio Milano, Monza Brianza e Lodi, Consiglio regionale Lombardia – III Commissione Sanità e Politiche Sociali, Federazione regionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Lombardia, Federfarma Lombardia, Netcomm, Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Ufficio XIV – Varese.
Inserito in una più ampia attività di tutela dei cittadini finalizzata a promuovere l’informazione e l’educazione al consumo, il progetto “Sicurezza è Salute” intende sensibilizzare i cittadini sul fenomeno della contraffazione con particolare attenzione al settore dei farmaci, ma anche sui possibili rischi che scaturiscono dall’acquisto di prodotti (farmaci e sostanze) originali non rispondenti a nessuna indicazione di appropriatezza terapeutica e di sicurezza.
Pervasiva nella capacità di intervenire in tutti i settori produttivi e globalizzata per estensione territoriale, la contraffazione, per redditività (solo in Italia, si stima un fatturato annuo intorno ai sette miliardi di euro[1]) e minor rischio rispetto ad altre attività criminose, è spesso nel core business della criminalità organizzata. Con grave danno per l’economia del Paese[2] e importanti ricadute sulla salute dei consumatori, per lo più inconsapevoli dei gravi rischi legati all’utilizzo o al consumo di prodotti fake. Rischi tanto maggiori se il prodotto contraffatto assunto è un farmaco. Favorito dal diffondersi del commercio on line, il mercato “parallelo” del farmaco espone il consumatore a molteplici fattori di rischio: prodotti privi di principi attivi, presenza di contaminanti e impurità o danni legati ad una cattiva conservazione nel trasporto o nel processo produttivo, possono infatti avere un impatto negativo determinante sul benessere di chi li assume.
Quanto esposto, unitamente alla valutazione dell’entità economica del fenomeno che, secondo l’OCSE, si attesta intorno ai 200 miliardi di dollari l’anno, rendono necessario integrare il processo di empowerment dei cittadini con un’adeguata formazione sul tema del mercato illegale dei farmaci.
Questo percorso progettuale intende, dunque, sensibilizzare i cittadini sui rischi legati all’acquisto di medicinali venduti illegalmente, ponendo l’accento anche sulla necessità di una maggiore consapevolezza nel consumo di farmaci che non può avvenire senza un opportuno confronto con un professionista di riferimento.
Aprirà le attività progettuali l’evento dal titolo “Farmaci appropriati e sicuri" che si terrà il 9 dicembre 2019 dalle 9.30 alle 12.15 in Regione Lombardia, Palazzo Pirelli – Sala Pirelli, Via F. Filzi 22 – Milano.
Il programma è scaricabile al seguente link
La partecipazione all’evento è gratuita ma con iscrizione obbligatoria al seguente link
https://www.eventbrite.it/e/80012699137 o all’e-mail
[1] RAPPORTO SULLE POLITICHE ANTICONTRAFFAZIONE - GIUGNO 2017
Ministero dello Sviluppo Economico Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione Ufficio Italiano Brevetti e Marchi
[2] La contraffazione sottrae al sistema legale nazionale: 18 miliardi e 580 milioni di euro di produzione; 6 miliardi e 739 milioni di euro di valore aggiunto; 5 miliardi e 723 milioni di euro di entrate erariali e 100 mila posti di lavoro Ministero dello Sviluppo Economico Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione Ufficio Italiano Brevetti e Marchi- RAPPORTO SULLE POLITICHE ANTICONTRAFFAZIONE - GIUGNO 2017

Un crollo ogni tre giorni di scuola, mai così tanti dal 2013. È quanti ne ha censiti Cittadinanzattiva, attraverso la rassegna stampa locale, fra settembre 2018 e luglio 2019. Meno interessati da questi episodi gli asili nido che presentano uno stato di sicurezza più adeguato rispetto al resto degli edifici scolastici, ma ancora insufficiente: più di due nidi su cinque sono in regola con le certificazioni (di agibilità statica, presente nel 42%, rispetto al 26% delle scuole di altro ordine gradi; di agibilità igienico-sanitaria - 47%, vs 36%; di prevenzione incendi
– 41%, vs 33%). Anche meglio manutenuti visto che i nidi sono stati interessati da interventi di manutenzione ordinaria in due casi su tre, rispetto al 27% delle altre scuole. Non brillano invece dal punto di vista della “sicurezza sismica”: solo il 15% ha effettuato le verifiche di vulnerabilità (rispetto al 29% degli altri istituti), appena il 4% è stato migliorato sismicamente (vs 9%), e ancor meno, il 2%, è stato del tutto adeguato sismicamente (vs 5%).
Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, giunto alla sua diciassettesima edizione e presentato a Roma da Cittadinanzattiva, alla presenza del Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. Il focus specifico di questa edizione, dedicato agli asili nido, nasce dall’esigenza di sapere quali siano le condizioni dal punto di vista strutturale e di sicurezza interna degli asili nido italiani (11.027) frequentati da oltre 320.000 piccolissimi utenti, dal momento che l’Anagrafe dell’edilizia scolastica non li contempla, ad eccezione di pochissimi Comuni, che già li hanno forniti volontariamente.
Per leggere il comunicato stampa di Cittadinanzattiva, cliccare qui.
Puoi visualizzare e scaricare direttamente l'Abstract.
Puoi scaricare gratuitamente il Rapporto completo, dall' AREA RISERVATA del sito www.cittadinanzattiva.it.
Ecco alcune delle infografiche (per scaricare quelle complete, cliccare qui).

La nostra sede territoriale di Bergamo affiancherà anche quest'anno la LILT nella "Campagna Rosa" contro il cancro al seno, il programma di sensibilizzazione rivolto alle donne, con la tradizionale offerta di visite senologiche gratuite. Quest’anno saranno messe a disposizione 736 visite.
L'articolo completo al seguente link: https://www.ecodibergamo.it/stories/bergamo-citta/prevenire-il-tumore-al-senoda-ottobre-visite-gratuite_1322144_11/


Presentato il 4 Luglio u.s. il XVII Rapporto di Cittadinanzattiva sulle politiche della cronicità, dal titolo "Regione che vai, cura che trovi (forse)", con il sostegno non condizionato di MSD.
In esso si certifica come ci siano cure disuguali a seconda del luogo di residenza. Dal riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap al sostegno psicologico, dalle liste di attesa per visite ed esami all’accesso ai farmaci, i cittadini con malattie croniche e rare sperimentano sulla loro pelle che l’accesso e la qualità delle cure nel nostro Paese non è uguale per tutti.
Tali disuguaglianze non sono state colmate dal Piano nazionale cronicità: sebbene questo sia stato ormai formalmente recepito da 15 Regioni, esso risulta, nella maggior parte dei territori, profondamente disatteso nei fatti come dimostrano i dati forniti dalle 47 Associazioni del CnAMC che hanno partecipato all’indagine.

“In questo quadro, è evidente che vada affrontato con urgenza il tema delle disuguaglianze, soprattutto alla luce del recente dibattito sul regionalismo differenziato”, dichiara Antonio Gaudioso, Segretario generale di Cittadinanzattiva. “Per questo, abbiamo avanzato una proposta di riforma costituzionale che incida sull’articolo 117, introducendo come elemento di garanzia per la tutela della salute il riferimento esplicito al diritto del singolo individuo e il richiamo al principio di sussidiarietà per consentire ai livelli istituzionali più alti di intervenire qualora quelli più prossimi ai cittadini non garantiscano i servizi. La campagna “La salute è uguale per tutti” (www.diffondilasalute.it) è stata già sottoscritta da oltre 80 realtà del non profit e delle professioni, e accolta già alla fine della passata legislatura da un ampio fronte bipartisan. Ci batteremo affinché la stessa venga presto calendarizzata in Parlamento.
Allo stesso tempo, crediamo che per colmare le differenze territoriali così evidenti sia necessario dare piena attuazione al Piano nazionale cronicità, anche attraverso l’emanazione da parte delle Regioni delle delibere applicative. Vigileremo affinché, come stabilito dalla nuova bozza del Patto per la salute, si proceda finalmente ad un riordino dell’assistenza territoriale con l’emanazione di un provvedimento, analogamente a quanto già fatto per l’assistenza ospedaliera con il DM 70/2015, che dia omogeneità ai servizi territoriali sociosanitari e risponda realmente ai bisogni di salute della popolazione”.
L’analisi del XVII Rapporto CnAMC
La prevenzione resta la cenerentola della sanità italiana: soltanto una associazione su tre certifica la realizzazione di corsi di prevenzione a livello nazionale che, in oltre l’80% dei casi, sono promossi dalle stesse associazioni.
Oltre l’80% denuncia ritardi nella diagnosi, imputabili alla scarsa conoscenza della patologia da parte di medici e pediatri di famiglia (70%) e al poco ascolto del paziente (42%).
Molto carente l’integrazione tra assistenza primaria e specialistica (lo denuncia il 73%), così come la continuità tra ospedale e territorio (69%); il 41% denuncia inoltre la mancata personalizzazione delle cure.
Più di due associazioni su tre (68%) denunciano lunghe liste di attesa: ad esserne afflitti soprattutto i pazienti del Lazio, della Campania e della Calabria. Solo una su tre afferma che visite ed esami per la gestione della patologia sono prenotati direttamente dallo specialista, mentre la maggioranza dei cittadini deve provvedere autonomamente, attraverso il CUP (60%) o recandosi direttamente agli sportelli ospedalieri (28%).
I Piani di cura personalizzati sono attuati solo in alcune realtà e per il 40% delle associazioni non esistono affatto. Anche i Percorsi diagnostici-terapeutici, laddove esistono, valgono solo per alcune patologie e soltanto in alcune regioni.
In tema di assistenza ospedaliera, il 70% lamenta di doversi spostare dalla città in cui risiede; il 53% denuncia la mancanza di personale specializzato, uno su tre lunghe liste di attesa per il ricovero. Non sono pochi i casi di chi è costretto a pagare una persona che l’assista durante il ricovero (lo denuncia il 23%) ed anche i casi di chi si porta i farmaci da casa (17%).
Nel caso delle RSA e lungodegenze, il primo problema è accedervi a causa delle lunghe liste di attesa (63%), segue come problematica la mancanza di specialisti (37%) e la necessità di pagare una persona per assistere il malato (26%). La riabilitazione non è totalmente garantita dal SSN, visto che per un’associazione su cinque il cittadino deve integrare a proprie spese per avere le ore sufficienti e uno su tre deve addirittura provvedere privatamente del tutto.
Non va meglio per l’assistenza domiciliare che, secondo l’82% delle associazioni, viene erogata solo in pochi casi; inoltre per il 70% le ore non sono comunque sufficienti, per il 53% mancano figure specialistiche, in particolar modo lo psicologo.
Nell’ambito dell’assistenza protesica ed integrativa, quasi il 60% lamenta tempi troppi lunghi per l’autorizzazione, e più della metà la necessità di sostenere delle spese per l’acquisto di protesi, ausili e dispositivi non erogati dal SSN. Inoltre, una associazione su quattro rivela che i pazienti devono pagare di tasca propria per acquistare protesi ed ausili in quantità sufficiente, o di migliore qualità, o più adatti ai propri bisogni.
Per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica, in cima ai problemi si trova la spesa economica per farmaci in fascia C o a causa delle limitazioni di budget da parte delle ASL o aziende ospedaliere (41%); segue la limitazione di prescrizione da parte del medico di medicina generale e pediatri (28%).
A detta del 54% delle associazioni, i bisogni psicosociali non vengono presi in considerazione: in particolare, mancano le forme di sostegno psicologico e di tutela sul lavoro (65%) nonché le forme di sostegno economico (51%).
Altra nota dolente, l’aderenza terapeutica: per il 46% risulta difficile a causa dei costi indiretti, come i permessi sul lavoro o gli spostamenti; per il 30% a causa delle difficoltà burocratiche connesse alla terapia; per il 22% a causa della indisponibilità in farmacia o perché la terapia è troppo costosa.
Per quanto riguarda l’umanizzazione delle cure, gli elementi sui quali bisognerebbe maggiormente agire sono la mancanza di aiuto nella gestione della patologia, coniugata con la mancanza di ascolto da parte del personale sanitario (74%). Altri due aspetti che rendono particolarmente gravosa la vita delle persone affette da patologie croniche e rare sono le liste d’attesa (68%) e la burocrazia inutile (55%). Ad essere, poi, ancora oggi sottovalutato è il dolore, sia quello fisico che quello psicologico (53%).
Di seguito una sintesi delle principali voci di costo sostenuto, annualmente, dai pazienti con malattie croniche e rare.

E' possibile guardare la presentazione e scaricare le infografiche .
Si può anche scaricare gratuitamente il Rapporto dall' AREA RISERVATA del sito nazionale di Cittadinanzattiva (se non sei ancora registrato puoi farlo gratuitamente QUI).

Si è tenuto domenica 31 Marzo a Milano, a Palazzo Mezzanotte, il Convegno “Il valore delle farmacie nell’evoluzione del sistema socio-sanitario lombardo”, organizzato da Federfarma Lombardia. La prima parte dell'incontro è stata dedicata a "Il ruolo delle farmacie nello scenario di cambiamento del settore salute". Sono intervenuti sul tema "Le attività di prevenzione e la continuità ospedale-territorio": Luigi Zocchi (Segretario, Federfarma Lombardia), Silvano Casazza (Direttore Generale, ATS Brianza), Ida Ramponi (Direttore Generale, ASST Rhodense). Sul tema "Il ruolo sociale della farmacia" intervengono: Clara Mottinelli (Presidente Comitato Rurale, Federfarma Lombardia), Paola Pelliciari (Responsabile Area Salute, Cittadinanzattiva Lombardia), Marco Alparone (Membro del Consiglio Direttivo, FOFI Lombardia; Vicepresidente, VI Commissione permanente Ambiente e Protezione Civile, Regione Lombardia). Sono successivamente intervenuti: Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia, e Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia.
La seconda parte del convegno è stata così articolata:

Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia, ha così riassunto quello che vuole essere il percorso della farmacia nel prossimo futuro:
“L’erogazione del primo ciclo di terapia, oggi normalmente fornito direttamente dalle Asst; la distribuzione dei vaccini a medici e pediatri di famiglia; l’applicazione di modelli uniformi per l’erogazione di alimenti speciali ai pazienti nefropatici; l’implementazione e l’aggiornamento del dossier farmaceutico all’interno del Fascicolo sanitario elettronico e la stampa del promemoria: sono questi i progetti in fase di sviluppo, per i quali le farmacie lombarde stanno lavorando in sinergia con la Regione”.
Con questi nuovi progetti, le oltre 2.900 farmacie lombarde confermano il proprio ruolo fondamentale di avamposto sanitario di prossimità, rispetto ai bisogni quotidiani dei cittadini, anche a supporto di una più efficace continuità ospedale-territorio, sempre in alleanza con il Servizio sanitario regionale, con i medici di Medicina generale, i pediatri e gli specialisti che operano nella Regione.
La nostra Responsabile dell'Area Salute, Paola Pelliciari, in questa occasione ha affermato che:
"Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare su temi quali: accessibilità, accoglienza, personalizzazione, informazione, sicurezza e definizione di standard di qualità dei servizi erogati, sempre più rispondenti a bisogni che si sono e si stanno evolvendo nel tempo. Perchè è proprio a questa evoluzione, che dobbiamo saper interpretare, che tutti noi, co-responsabilmente, dobbiamo risposte efficaci, sinergiche e sostenibili, a partire da un migliore allinemanto di ciò che abbiamo a disposizione, che qui in Lombardia è molto, in una visione di sistema (...). La strada è aperta in Lombardia dalla Legge 23 ed è il tessuto nel quale si innesta il ruolo strategico delle farmacie a partire dal loro ruolo nell'ambito della presa in carico del paziente cronico (...). In Lombardia... ci sono le condizioni per uscire dalla visione catastrofico emergenziale imperante, che finosce per essere paralizzante, e mettere in campo una proattività che parta dalla valorizzazione, anche allocativa, delle risorse in campo, ma che punti dritta ad implementazione e sviluppo, in un'ottica di miglioramento continuo perchè aderente all'evoluzione del bisogno".

303€, a tanto ammonta la spesa per la bolletta idrica nel 2018 per una famiglia lombarda rispetto ai 426€ della media nazionale. L’aumento rispetto al 2017 è stato del 3,1%. Milano la provincia lombarda più economica (149€), seconda in tutta Italia solo ad Isernia e senza alcun incremento rispetto al 2017; Brescia la più costosa (401€) che registra anche un incremento dell’8,5% rispetto all’anno precedente.
Il livello di dispersione idrica in Lombardia si attesta al 23,4% rispetto al 36,4% della media nazionale ed anche su questo fattore si riscontrano differenze rilevanti fra le province: si va dal 36% di Varese al 15,9% di Milano.
La fotografia emerge dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che ha realizzato la XIV Indagine sui costi sostenuti da una famiglia (fino a tre componenti e con un consumo medio di 192mc all’anno) per il servizio idrico integrato nel corso del 2018. Tutto il Dossier, con i dati nazionali e regione per regione, è disponibile su www.cittadinanzattiva.it.
Con qualche accorgimento, si risparmiano 74€ l’anno.
Liberata Dell’Arciprete, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lombardia dichiara: “Con un uso più consapevole e razionale di acqua, che abbiamo quantizzato in 150mc invece di 192mc l’anno, una famiglia lombarda spenderebbe 229€ anziché 303€, con un risparmio medio del 24,4%.”
Ad esempio, in un anno si possono risparmiare 42mc di acqua con questi piccoli accorgimenti: sostituendo, una volta su due, la doccia al bagno (risparmio di 4,5mc), riparando un rubinetto (21mc), usando lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico (8,2mc), chiudendo il rubinetto mentre si lavano i denti (8,7mc).





In occasione della “Giornata della memoria delle vittime delle mafie”, la nostra sede territoriale di Cittadinanzattiva di Mariano Comense, nella persona della nostra referente Fernanda Donchi, espone uno striscione fuori dal Municipio, con su scritto: “NON LI AVETE UCCISI… LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE”. La nostra referente ha fatto richiesta che lo striscione rimanga esposto fino alla fine del mese di Luglio. Per l’articolo de “La Provincia di Como” del 21/03/2019 clicca qui .
Nuove regole per i lavori su riscaldamento, gas, elettricità, ascensori e antincendio: in Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, imprese e consumatori hanno stabilito il contratto tipo e il vademecum per gli impianti di casa, presentati questa mattina a Palazzo Turati. Tra le novità: i requisiti tecnici certificati degli installatori, la definizione della figura del responsabile tecnico dei lavori, la dichiarazione di conformità dell'impianto a fine lavori, la garanzia di almeno due anni. Le associazioni coinvolte sono: Unione Artigiani, Casartigiani Lombardia, CNA, Confcommercio Milano, APAM, Confartigianato, Altroconsumo, U.Di.Con, Federconsumatori, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Adiconsum, Unione Nazionale Consumatori, Movimento Difesa Cittadino, Coniacut, Assoutenti, Lega Consumatori, Casa del Consumatore.
(FONTE: ANSA Lombardia)
E' in corso, presso le aule del Polo scientifico dell’IRCCS Fondazione Ca’ Granda Policlinico di via Francesco Sforza 35 a Milano, la prima giornata di confronto ed approfondimento sui principali problemi che affliggono il Pronto Soccorso: sovraffollamento, difficoltà per i ricoveri, carenze strutturali e di personale, mettendo a confronto le diverse realtà locali, organizzazioni e soluzioni adottate.
Presenti oltre il 60% dei Direttori di Pronto Soccorso lombardi, il gruppo di lavoro permanente ha come obiettivo quello di elaborare alcune proposte e soluzioni che confluiscano in un modello per il Pronto Soccorso del futuro.
I lavori sono stati preceduti da due relazioni introduttive: la prima a cura della dr.ssa Aida Andreassi, responsabile dell’Unità Organizzativa Programmazione Polo Ospedaliero di Regione Lombardia sul sistema emergenza-urgenza in Lombardia, e la seconda di Paola Pelliciari, nostra coordinatore Regionale del Tribunale per i Diritti del Malato che ha risposto alla domanda “Cosa si aspetta il cittadino dal Pronto Soccorso?”.
Il dott Roberto Cosentini, EAS ASST Papa Giovanni XXIII (Bergamo), uno dei promotori dell’iniziativa, dichiara “Il Pronto Soccorso è la prima interfaccia tra ospedale e territorio, il servizio al quale si rivolgono centinaia di migliaia di persone, ma lo stato di grave sofferenza dei Pronto Soccorso, anche della nostra Regione, non può che ripercuotersi negativamente sui diritti dei cittadini e sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari” e prosegue “affrontare questo nodo è ormai improcrastinabile e questo laboratorio permanente sarà un generatore di confronto, idee, e proposte”.
L’iniziativa partita da un gruppo ristretto formato da Luciano D'Angelo, Direttore Pronto Soccorso ASST Lecco; Andrea Bellone, Direttore ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda-Milano; Ciro Paolillo, Direttore Pronto Soccorso ASST Spedali Civili di Brescia; Giorgio Costantino, Direttore Pronto Soccorso-Medicina d'Urgenza Fondazione IRCCS Ca' Granda Policlinico-Milano, Francesca Cortellaro, Direttore DEA ASST Santi Paolo e Carlo-Milano, Stefano Paglia, Direttore Pronto Soccorso ASST Lodi, ha già raccolto oltre 40 adesioni da parte di altri Direttori lombardi”.
“La collaborazione tra Cittadinanzattiva e alcuni dei direttori promotori dell’iniziativa nasce nel 2015, in occasione di un’operazione congiunta del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva e di SIMEU, Società italiana della medicina di emergenza-urgenza” così Paola Pelliciari, coordinatrice del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, descrive l’avvio del lavoro congiunto, e prosegue “allora si trattò di un monitoraggio civico e tecnico delle caratteristiche strutturali e organizzative dei servizi di emergenza-urgenza che ha portato alla redazione di una Carta dei Diritti al Pronto Soccorso, che definisce in otto punti i diritti irrinunciabili di tutti i cittadini, pazienti e operatori sanitari.” Pelliciari, infine sottolinea come “Il servizio di Pronto Soccorso, aperto 365 giorni all’anno H24, per problemi non solo sanitari ma sempre più spesso anche sociali, è un bene comune, sia di chi vi si rivolge in cerca di cure sia di chi ci lavora per rispondere alla richieste di salute. Pertanto, tutelarlo e migliorarlo è un diritto-dovere di tutti, istituzioni, pazienti ed operatori sanitari".
